Sigarette e giornale sotto un braccio.
Il primo caffè nella cucina di casa in solitudine e religioso silenzio,
poi il secondo accompagnato da una brioche al tavolino del bar.
Uno sguardo al telefono,
due parole di fretta
– Quando arrivi?
A voce
– Sono dietro di te. Cosa fai?
– Mi lamento della Sinistra che non è più la stessa
e ti ho preso il cappuccino con la torta di riso, non in quest’ordine. Ho fatto bene?
– Concordo su tutta la linea. Un morso io e uno tu.
– É il problema di voi comunisti, scendete sempre a compromessi.
– Mangia che sei comunista anche tu. Si chiama gentilezza. Grazie per il cappuccio.
– Si sarà raffreddato, te ne faccio portare un altro.
– No lascia stare, è perfetto così.
– Lo so, sei qui.